Non ci credereste, ma all'inizio è stata proprio dura: abituata a correre tutto il giorno, ormai avevo difficoltà a rallentare e continuavo a correre senza ragione, mi sembravo Forrest Gump. Pensavo ai miei alunni. "Che peccato, il male a questo mondo vince sempre" diceva il mio cuore, e mi veniva un attacco di depressione. Anche qualche lacrimuccia che ricacciavo.
Meno male che io e la depressione non andiamo d'accordo e come compagna di vita proprio non ci può stare con me. A tutte le cose che facevo prima (e sono troppe), ho aggiunto il doposcuola in parrocchia, così, tanto per restare in tema. Io senza i ragazzi da guidare a cavarsela da soli, nella scuola e nella vita, proprio non ci so stare. Gli insegno soprattutto a utilizzare le loro risorse con metodo, senza aspettare che altri gli risolvano il problema.
In questo io sono una vera maestra, perchè da piccolissima ho dovuto imparare a cavarmela da sola, piangendo il meno possibile, perchè dopo il pianto restavo solo senza forze. La vita mi ha insegnato di poter contare solo su di me e, a quasi 60'anni, posso dire:"MENO MALE!"
Poter contare sugli altri sarebbe molto bello, poterti fidare di qualcuno ancora di più, ma io, che da giovane ero così sicura della bontà innata dell'uomo, dell'amicizia e del bene che vince sempre, di fronte all'esperienza mia e ai fatti agghiaccianti di cronaca, sono arrivata alla conclusione che ho solo un amico vero: il buon Dio.
Averlo scoperto mi fa sentire una Ferrari, io, che sono a stento una vecchia 500.
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