domenica 9 gennaio 2011

BATTESIMO DEL SIGNORE


Il parroco mi ha chiesto di introdurre la liturgia del Battesimo del Signore.
Ci ho pensato un po' su e mi è venuto in mente il commento del foglietto della messa dell'Epifania. Diceva che i Magi, nonostante la loro sapienza, avevano preso l'abbaglio di credere che il Re nato a Betlemme fosse un re di questa terra, e così, senza volere, erano stati la causa indiretta della strage degli innocenti.
Dio ha un problema serio con noi, quello di fare entrare nelle nostre teste dure, dura cervice ci chiama, che la realtà materiale non è il solo teatro della storia, anzi che la parte più importante si gioca sul piano dello spirito, per noi invisibile.
Il battesimo del Signore è un'altra Epifania, cioè un'altra manifestazione di Dio. Dio ci manifesta che è l'Emmanuele, il Dio con noi, perciò si mescola insieme ai peccatori e si fa battezzare da Giovanni, perchè ci vuole mostrare che non dobbiamo cercarlo nell'alto dei Cieli, ma in mezzo alla gente che si riconosce peccatrice. Giovanni, nonstante lo abbia riconosciuto come l'Agnello che toglie il peccato dal mondo, si scandalizza a vederlo confuso tra i peccatori e si decide a battezzarlo dietro l'insistenza di Gesù: "Perchè adempiamo ogni giustizia". E qual è la giustizia? Che l'uomo abbia fede.
Sembra ovvio ma non lo è. Di fronte alla croce anche Giovanni dubita e non può credere che il Messia lo lasci morire in carcere e non intervenga con tutta la sua potenza a liberarlo. Perciò gli invia un messaggero per assicurarsi:"Sei Tu quello che deve venire o dobbiamo apettarne un altro?"
Anche noi non possiamo credere che la Deità e la salvezza passi dalla Croce e facciamo come Pietro quando Gesù gli annunciava la Passione: "Mai sia!"
Lo vedo la Domenica allo scambio della pace: se le mani si incrociano a formare la croce, tutti si ritraggono spaventati. E poi ci diciamo cristiani... Cristiani che rigettano il segno del loro Capo.
Per questo Gesù dice che il più piccolo del Regno dei Cieli è più grande perfino di Giovanni.

Nessun commento:

Posta un commento