mercoledì 22 dicembre 2010

LE STATUINE DEL PRESEPE


Mi piace guardare il presepe.
Ogni volta che ci passo davanti, immancabilmente lo contemplo e mi perdo. Guardo i paesaggi incantati che le mie mani hanno costruito,gli ambienti poveri e operosi con le casine e le grotte illuminate, i greggi al pascolo sotto l'occhio vigile dei pastori, i contadini al lavoro o a riposo con gli attrezzi poggiati, la pastorella che munge la capretta dentro la stalla, la lavandaia che lava i panni, la vecchina che soffia il fuoco, il fornaio, l'uomo delle caldarroste... e li penso vivi.
La grotta è molto illuminata perchè là dentro c'è la Luce del mondo, Giuseppe e Maria sono in adorazione, il Bambinello quasi nudo sembra non soffrire il freddo... Il mondo, là fuori, è diviso, come al solito. Alcuni pastorelli s'affrettano verso la grotta, altri già da lontano si levano il berretto pronti ad adorare, alcuni portano doni, altri in ginocchio adorano, la stella risplende nel cielo, l'angelo col cartiglio del Gloria pende sopra la grotta.
Sembra che tutto quel piccolo mondo stia lì solo per Gesù Bambino. Ma non è così, alcuni neanche si accorgono ch'è nato Gesù: il fornaio inforna i suoi pani e non sembra disposto a lasciarli nel forno per correre a vedere il Dio Bambino, lo stesso fa l'uomo delle caldarroste e quello della ricotta, il calzolaio e la lavandaia, le vecchine che filano e le giovani che raccolgono l'acqua alla fontana, per non parlare dei viandanti che sono al bivacco o che addirittura dormono sotto un albero...
Il mio presepe, metafora della vita e dell'uomo.

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