venerdì 2 gennaio 2009

Natale 2008: E' nato Gesù?

E' nato Gesù? Bello questo titolo, mi piace.



"E l'angelo disse ai pastori: Ecco, vi annuncio una gioia grande: oggi nella città di Betlemme è nato per voi un Salvatore. Gloria a Dio nei cieli e pace in terra agli uomini!"



Lasciamo stare il popolo di Gesù, a cui per primo fu portato l'annuncio: tutti sappiamo la fine che Gli riservò e tutti ascoltiamo al telegiornale che i suoi giorni non conoscono pace. E' il destino di coloro che non accolgono l'annuncio degli angeli. Quanto alla gloria di Dio, gli è riservato lo stesso destino, perchè la gloria di Dio è l'uomo, come quella di un padre è il figlio. Tanto è vero che Dio non gode di una buona reputazione tra gli uomini.



Ma la cosa gravissima è che i cristiani, cattolici, praticanti e osservanti, quelli che non si perdono mai una messa nè un rosario, che conoscono bene la Parola del Signore, sono peggio dei farisei che assassinarono Gesù e che, per giunta, si ritenevano santi.



Ora io ho una madre e quattro sorelle, tutte neocatecumenali, con le quali non ci siamo fatti neanche gli auguri. Stamattina, alle sei, ho voglia di parlare di mia sorella Carmela, quella che nacque quando io avevo quindici mesi e per la quale ebbi la fortuna di essere cresciuta in campagna dai miei nonni, come Heidi. Lei, per esempio, addirittura è catechista da quasi vent'anni.



Della mia infanzia felice con i miei nonni parlerò un'altra volta, anche se il ricordo di quella donna, che un giorno scoprii essere mia madre e che ogni tanto mi veniva a trovare in campagna, mettendomi a disagio perchè degli estranei avevo vergogna, abituata com'ero a stare sola, lo vorrei cancellare, perchè non cessa di farmi sentire un'estranea.



Con questa mia sorella litigavamo sempre, perchè nutriva per me un odio-amore e il motivo è presto detto: lei era la reginetta della casa, mentre io ero la senzafamiglia che abitava in campagna con cani, gatti e tutto il resto, ma quando capitava che io abitassi a casa per qualche giorno, perchè mia nonna non possedeva una casa tutta sua in paese e venivamo ospitati in casa di mia madre, lei mi vedeva come il fumo negli occhi, perchè le rubavo le attenzioni. Mi amava di sicuro, almeno credo, perchè ero sua sorella. Ma non doveva essere facile per lei, che non aveva familiarità con me e certo doveva vedermi come un'intrusa, sopportare che le rubassi il primo posto, che era mio di diritto ma non di fatto. E di fatto glielo rubavo non solo in famiglia ma anche tra la gente. Mia madre cercava di mettersi la coscienza a posto per avermi escluso dalla sua vita con qualche attenzione in più, e questo doveva essere molto fastidioso per una bambina che non poteva capire, ma poi c'erano tutte le amiche e conoscenti di mia nonna, che incontravamo per via o che lei andava a trovare per compensare i lunghi periodi di solitudine in campagna. Io non amavo tanto quel suo girovagare per le vie del paese, tenendo per mano le sue nipotine, come trofei, lei che aveva avuto solo una figlia.

Io, abituata ai silenzi campestri e alle mie di gioco, di cui non mi vergognavo, non volevo mai allontanarmi dai मी i luoghi, dove mi sentivo perfettamente a mio agio, e non amavo quell'andare peregrinando al suo seguito. Tutte le comari le facevano festa intorno e ammiravano le sue nipotine, riempiendola di orgoglio materno: belle, belle, come sono belle queste bambine, e questa è la grande? quella che sta con voi? però è più bella! Lei, poverina, cercava di rimediare, perchè l'amore istruiva la sua ignoranza, senza contare che mia sorella portava il suo nome: perchè? anche Carmiluzza è tanto bella!


Gente ignorante, quanto male mi ha fatto la sua ignoranza!



A scuola non andò meglio. Io sono nata nel mese di maggio, il mese più bello dell'anno, quello della Madonna e delle rose. Ma a scuola sarei dovuta andare con ritardo, perciò ci andai in anticipo. Non fui contenta di essere strappata ai miei luoghi, ai miei affetti, ai miei animali e alla mia amichetta, benchè immaginaria. A casa dei miei genitori mi sentivo tra estranei, non a casa mia. Studiare, non ricordo se mi piacesse, così piccola com'ero, ma temevo di essere rimproverata dai miei genitori e m'impegnavo meglio che potevo. La difficoltà più grossa la incontrai con il numero tre: per quanto mi sforzassi e ce la mettessi tutta, non riuscivo a farlo stare in piedi, tranne quando succedeva un miracolo. Almeno, io ero convinta che fosse Gesù Bambino ad aiutarmi, vinto dalle mie preghiere, perchè mia madre era un severo controllore, ed era convinta che a suon di schiaffi il numero tre si sarebbe raddrizzato.



Benedetta mia nonna, pace all'anima sua, perchè non solo mi amò a dismisura, ma mi trasmise anche la fede, che mi consolava di tante ingiustizie subite .



Poi, grazie a Dio e per mia fortuna, quello scoglio fu superato e il tragitto scolastico procedette piano e agevole, allietato dai frequenti: brava! hai visto come sei brava?!



Non vi dico mia madre, ma soprattutto mio padre, che non aveva potuto studiare, costretto a lavorare fin dalla più tenera età e senza scarpe ai piedi, come diceva lui.



Quanto amava i libri mio padre! Sempre lo vedevi con un libro in mano!



Quella figlia, la primogenita, che la maestra lodava per la sua intellingenza e la sua volontà di imparare, riempiva i miei genitori di giusto orgoglio e soddisfazione. Erano fieri di me ed io ne ero consolata.



Ma poi giunse il tempo anche per Carmela di andare a scuola, all'età giusta, perchè lei era nata ad agosto. Non era una bambina svogliata nè tanto meno poco dotata, e non avrebbe avuto problemi senza una sorella come me nella stessa scuola. La nostra sfortuna è stata che a scuola eravamo sempre vicine di classe, io due più avanti di lei invece che una. Gli insegnanti per forza di cose parlavano di noi tra di loro, e i loro commenti non si accontentavano di riferirli ai nostri genitori quando andavano ad informarsi sul nostro andamento scolastico, ma non toglievano occasione di ammonire la mia povera sorella: tu non sei brava come lei! Per forza mi doveva vedere come il fumo negli occhi. Questa gente ignorante non dovrebbe insegnare, perchè è in grado di distruggere la vita delle persone senza neanche rendersene conto!



Devo interrompere perchè devo andare a camminare con la mia amica Maria. Chissà il tempo com'è?

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