
Per caso stamattina ho assistito in TV all'ultima selezione di XFactor fatta da Simona Ventura. Doveva assegnare l'ultimo posto disponibile, scegliendo tra due ragazze ed era indecisa, perchè una delle due le sembrava più dotata ma meno determinata, al contrario dell'altra, che aveva meno talento naturale, ma era decisa a raggiungere il suo obiettivo. Alla fine ha scelto quella più volitiva, spiegando all'esclusa le ragioni della sua decisione: voleva insegnarle a tirar fuori grinta e volontà per la prossima volta. Brava Simona! Io non la conoscevo da questo punto di vista, ma trovo che abbia tutte le qualità per essere un'ottima insegnante, al contrario di tanti sapientoni che hanno il coraggio di giudicare e "riformare" la scuola senza sapere neanche di che stanno parlando. Vedi i vari ministri (o ministre, come si dice ora,) della Pubblica Istruzione che ballano il valzer, cambiando come cambia il governo. E le competenze acquisite (se le hanno acquisite) che fine fanno? A parte che i comuni mortali per avere uno straccio di incarico devono avere titoli e competenze, e superare fior di concorsi (si spera non truccati).
Manco a farlo apposta il TG mi informa che in Inghilterra, addirittura, se uno studente è asino bocciano i professori perchè non hanno saputo rendere la lezione abbastanza stimolante.
Cose da pazzi: abbiamo avuto la capacità di esportare questa gloria tutta italiana perfino nella seriosa Inghilterra! Ma gli Inglesi non erano quelli che nelle loro Università non accettavano neanche i nostri fiori all'occhiello, perchè non riuscivano a superare i test d'ingresso?
Mi ricordo di un maturo insegnante ai tempi delle mie prime supplenze. "Niente, Peppino", diceva al collega suo coetaneo, mentre io ascoltavo con gli occhi strabuzzati, "mi metto in pensione! Senza la verga sul tavolo in bella vista, la scuola è finita!"
Vuoi vedere che aveva ragione?

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