domenica 15 gennaio 2012

VIAGGIO IN AUTO.

Viaggiare in auto è un'avventura seria. Io e mio marito ci perdiamo sistematicamente. Il navigatore, poi, è un vero incubo. Non riusciamo proprio a capirci, lui e noi, ed è un altro motivo di litigio fra me e mio marito. Lui non lo sopporta proprio e pretende che io gli faccia da navigatore. Eravamo a Torino con la macchina di nostro figlio e volevamo fare un piccolo tour. Prima tappa: Avigliana.
I vialoni enormi di Torino, per noi provincialotti, abituati al massimo alle due corsie, erano il caos puro. Mio marito, che in macchina si confonde facilmente di suo, non faceva che girare e rigirare per ritrovarsi allo stesso punto: Abbiamo sbagliato! Sbagliava sempre svincolo. Una dannazione! Al colmo dell'esasperazione gli urlai di fare guidare me e lui, poverino, per amore di pace mi cedette rassegnato la guida. Era veramente un'impresa districarsi in quel caos di uscite a destra, a sinistra, semafori, doppie corsie, triple corsie, direttrice principale, secondaria... Per non venire meno all'impegno di non sbagliare andavo cauta e piano, fermandomi a leggere attentamente tutte le indicazioni stradali, al contrario di mio marito che, sentendosi incalzato dalle macchine, evitava di soffermarsi troppo, col risultato di sbagliare la direzione. Mi vidi accostare da una macchina, guardai per vedere cosa voleva il conducente e :"Tanto non te la dànno!", mi esclamò soddisfatto. Quello stronzo! Si riferiva alla patente, ma lo capii dopo un poco. Imperterrita guardavo piano e con calma tutte le indicazioni, e chissà quanti improperi mi vennero mandati, ma ottenni il risultato sperato, alla loro faccia: eccola là, direzione Avigliana.
Stanca dell'impresa, mi fermai al primo autogrill: pipì e caffè. E cambio di guida.
Aaah, e adesso riposo! Riprendemmo la marcia, non sono tanti chilometri, una mezz'oretta circa. Potevo rilassarmi. Ben presto il segnale atteso: BENVENUTI AD AVIGLIANA. Entrammo ad Avigliana e scoprimmo che bisognava parcheggiare fuori dal centro storico. Veramente dove c'era il parcheggio sembrava periferia, ma carina abbastanza: giardinetti, belle vie, rotatorie, sensi obbligati a destra, a sinistra... Lo vedemmo quasi subito il parcheggio. Ma per arrivarci? Era al di là di uno spartitraffico e non riuscivamo a vedere come conquistarlo. Prendemmo il senso obbligato sulla destra, la direzione in cui, come un miraggio, vedevamo il parcheggio. Ma ci portò lontano, verso l'esterno, sulla statale. Non ci scoraggiammo e tornammo indietro. Stavolta prendemmo il senso obbligato sulla sinistra, sembrava quello sbagliato, ma se non è la destra, deve essere per forza la sinistra. Mamma mia! Ci eravamo persi! "Fermati!" urlai a mio marito, "dove stai andando?" "E che ne so?" mi riurlò. "Disgraziati! Delinquenti!" Se la prendeva con quelli delle indicazioni stradali, ma stavolta aveva proprio ragione lui. Ne dovevo convenire. "Non lasciamoci rovinare la vacanza, dai. Torniamo indietro!" Tornammo indietro. Il parcheggio era a due passi, proprio là, ma c 'era lo spartitraffico, il senso vietato e la via dritta era preclusa. Un raptus. Prese il senso vietato e parcheggiò soddisfatto. "Ma che cavolo fai?" gli grido, "non l'hai visto il senso vietato?" "L'ho visto, ma secondo te cosa dovevo fare, girare in tondo?" Neanche il tempo di ribattere che...Taft...! Jella nera.
Ci stavano seguendo! Sicuro che ci seguivano. Non poteva essere una coincidenza. Secondo me ci facevano la posta. Aspettavano che il topo cadesse in trappola. Avevamo appena parcheggiato, il motore ancora acceso e due vigilesse si affiancarono alla nostra auto. Scesero soddisfatte, sì, sembravano soddisfatte davvero. Ci chiesero i documenti. Poi con indifferenza marcata: "Non avete visto il senso vietato?" "L'abbiamo visto, eccome! Ma per venire a parcheggiare, dovevo volare?" s'informò mio marito. "Non c'è bisogno", rispose una delle due. "Non la vede l'indicazione di parcheggio là in fondo?" "Là, dove?" "Laggiù in fondo! Si vede chiaramente!" "Chiaramente non direi. Solo chi lo sa va a guardare là in fondo! "Effettivamente non è facilissimo, ma se guardava bene...!" In breve: 38 Euro. La giornata rovinata. Non abbiamo neanche una foto di quella graziosissima cittadina perchè dimenticammo tutto in macchina, col nervoso. Ce ne accorgemmo al momento di scattarne una, ma siccome la macchina era a qualche chilometro di distanza e tutto in salita perchè il centro era interdetto al traffico, abbiamo affidato i ricordi alla nostra memoria. Avigliana è proprio una cittadina medievale ancora viva, con le strade e gli edifici lasciati tal quale e pieni di suggestione. C'era stato pure il Palio e le strade conservavano ancora i festoni con le insegne dei quartieri e le incitazioni di parte. Ma mio marito, che pure è un appassionato di città medievali, proprio non riusciva a superare il fattaccio. Neanche le mie esortazioni e i miei incoraggiamenti sortivano il benchè minimo effetto. Alla fine decidemmo di tornare alla macchina, ma per altra strada, questa volta, con la speranza che fosse meno impervia. Ci immettemmo in una strada che ci sembrava più agevole, non conoscevamo il percorso, ma la cittadina era piccolina, non ci potevamo perdere! Agevole era agevole, ma la prendeva proprio alla larga, mooolto alla larga. Andammo a finire fuori città, sulla statale, fra macchine in corsa e senza marciapiedi. Avremmo dovuto tornare indietro, ma eravamo stanchi, troppo stanchi. Speravamo solo di essere vicini alla macchina ormai. La macchina! Un incubo e un miraggio. Ma non potevamo prendere il treno? o un pullman? Ma Avigliana è servita da treno e pullman? Mah!
In collaborazione conTouring ClubHertz

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