Ho sentito alla tele di quella mamma, (una vera signora!) che ha inseguito l'insegnante della figlia fin dentro il bagno, aiutata dalla di lei degna madre, per picchiarla: si era permessa non ricordo più che cosa, ha raccontato la ragazza. La madre non dubitato che la figlia dicesse la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità. Un anziano signore intervistato ha ricordato, scandalizzato, che ai suoi tempi lui non raccontava niente ai genitori, perchè avrebbero rincarato la dose. Infatti ai tempi di quel signore non c'erano i problemi di maleducazione che ci sono oggi, nè la violenza spesso inconsulta dei nostri giovani.
Ma per fortuna non tutti i genitori sono uguali. Venerdi ho avuto ricevimento dei genitori. E' venuto un papà, dicendo che ha preferito venire lui al posto della moglie che, a suo dire, giustifica sempre il figlio e non vuole capire che così lo rovina, parole sue. Sacrosante.
Io sono convinta che le botte non si dànno neanche ai cani e che col miele s'acchiappano più mosche. Ma "quando ci vogliono, son meglio del pane", dicevano gli antichi, e "uno scapaccione non ha mai fatto male a nessuno". Sono d'accordo con loro.
sabato 31 gennaio 2009
lunedì 12 gennaio 2009
MA DOVE STIAMO ANDANDO?
Una notizia dal "Tempo": Un ex generale, ex direttore di banca, uccide la moglie di 82 anni nel sonno e poi si toglie la vita. Lascia un biglietto di spiegazione al nipote: aveva sei appartamenti che non riusciva più a gestire, un figlio che da anni non lo cercava più e tanta paura del futuro da non potersi accontentare di una badante. Ha preso sua moglie per mano e ha tolto l'incomodo. Suo figlio ringrazia.
Questa è la società progredita che abbiamo costruito: sei appartamenti (per farne che?), un figlio medico (dov'è?), una vita lunga lunga (bella da ...morire).
Viviamo alienati escogitando tutte le armi per non pensare: la vecchiaia non verrà mai, il denaro al primo posto e con tutti i mezzi, i vecchi via, sono brutti e scomodi, anche se ti hanno dato la vita e tutti se stessi (embè? hanno fatto solo il loro dovere). Non hanno diritto neanche a un grazie dei figli. E la cosa terribile è che i figli si sentono a posto e dormono tranquilli. Ma come fanno? Abbiamo allevato dei mostri.
Quando io ero bambina gli ospizi, pardon: le case di riposo non esistevano, i vecchi vivevano in famiglia rispettati e accuditi e nessuno si sentiva un eroe, come succede oggi, se ancora si trova qualche mosca bianca che li tiene in casa.
Siamo colpevoli di questa società mostrusamente egoista che stiamo consegnando alle nuove generazioni: anche io ho contribuito togliendo ai miei figli tutte le rogne e le patate bollenti dalle mani, gratificata di non farli soffrire neanche un po' e di sobbarcarmi anche la loro parte di pesi.
Bene ci stia!
IL CUORE DELL'UOMO: CHI LO PUO' CONOSCERE?


Con il Preside non vado d'accordo e non è un mistero. Spesso lui mi attacca dove crede che io sia più sensibile: "le cretinerie su Dio" che, dice, non esiste.
Stamattina, parlando di un'alunna rumena, si è mostrato sensibile come non mai, ha detto che la storia non può prescindere da Dio e quando io ho aggiunto "neanche l'uomo", udite, mi ha dato ragione, mi ha detto che ha letto un libro su Gesù di Papa Woytila, che ne sta leggendo un altro di non ricordo quale teologo... E io che credevo che l'argomento "fede" fosse per lui un discorso chiuso. In realtà ho scoperto che è arrabbiato con i topi di sacrestia, i cosìddetti ammuccapasticuli e cacariavuli... E a dire il vero non riesco a dargli torto. I cosiddetti cattolici impegnati siamo molto bravi a insegnare agli altri, ma facciamo pena quando si tratta di insegnare a noi stessi. Bene disse Gesù ai dottori della chiesa: Guai a voi, che caricate i poveri di pesi che voi non toccate neppure con un dito!
Che cosa ha fatto cambiare così il Preside? Una cosa semplice ma non da poco: con mio marito vogliamo ospitare la ragazzina a casa nostra per aiutarla ad inserirsi nel nostro ambiente e ad imparare più in fretta la lingua. Un'opera può più di molte parole.
Stamattina, parlando di un'alunna rumena, si è mostrato sensibile come non mai, ha detto che la storia non può prescindere da Dio e quando io ho aggiunto "neanche l'uomo", udite, mi ha dato ragione, mi ha detto che ha letto un libro su Gesù di Papa Woytila, che ne sta leggendo un altro di non ricordo quale teologo... E io che credevo che l'argomento "fede" fosse per lui un discorso chiuso. In realtà ho scoperto che è arrabbiato con i topi di sacrestia, i cosìddetti ammuccapasticuli e cacariavuli... E a dire il vero non riesco a dargli torto. I cosiddetti cattolici impegnati siamo molto bravi a insegnare agli altri, ma facciamo pena quando si tratta di insegnare a noi stessi. Bene disse Gesù ai dottori della chiesa: Guai a voi, che caricate i poveri di pesi che voi non toccate neppure con un dito!
Che cosa ha fatto cambiare così il Preside? Una cosa semplice ma non da poco: con mio marito vogliamo ospitare la ragazzina a casa nostra per aiutarla ad inserirsi nel nostro ambiente e ad imparare più in fretta la lingua. Un'opera può più di molte parole.
domenica 11 gennaio 2009
BATTESIMO DEL SIGNORE

Nella predica il sacerdote ha detto una cosa seria: da quando cominciò a parlare, Cristo visse poco perchè le cose che diceva scomodavano troppo, noi cristiani invece viviamo tanto perchè non scomodiamo nessuno e diamo ragione a tutti.
I Palestinesi per esempio sono un pugno di straccioni, se campano o crepano non interessa a nessuno. I bambini poi, diciamo la verità, non valgono niente,tranne quelli della pubblicità, e i bambini palestinesi meno che niente. Chi la spreca una parola in loro difesa? Il nostro governo? Le Nazioni Unite? L'America? Noi cristiani?
Tutti muti.
Cosa sarebbe successo, invece, se ad essere bombardati fossero stati i pozzi di petrolio?
I cristiani: gente destinata a vivere tanto...tanto...tanto.
La vita: quanto vale?E quella dei bambini? Niente. Meno che niente. E infatti se vogliamo contemplare l'Autore della Vita non abbiamo altra possibilità che contemplare la Croce.
E l'autore della Morte? I troni del potere.
E infatti dal potere si distribuisce fame, morte, violenza, ingiustizia... Sembra di vedere i quattro cavalieri dell'Apocalisse. Noi piccoli che non valiamo niente, che non abbiamo voce ma non sappiamo stare zitti, possiamo però gridare. E io grido alla nostra Mamma: Vergine Santa, davvero "tutto il mondo è posto nel Maligno", come ci ammonisce tuo Figlio, e solo tu hai il potere di schiacciare la testa al Serpente. Salva tutti i tuoi figli!
venerdì 9 gennaio 2009
VOLLI SEMPRE VOLLI FORTISSIMAMENTE VOLLI

Per caso stamattina ho assistito in TV all'ultima selezione di XFactor fatta da Simona Ventura. Doveva assegnare l'ultimo posto disponibile, scegliendo tra due ragazze ed era indecisa, perchè una delle due le sembrava più dotata ma meno determinata, al contrario dell'altra, che aveva meno talento naturale, ma era decisa a raggiungere il suo obiettivo. Alla fine ha scelto quella più volitiva, spiegando all'esclusa le ragioni della sua decisione: voleva insegnarle a tirar fuori grinta e volontà per la prossima volta. Brava Simona! Io non la conoscevo da questo punto di vista, ma trovo che abbia tutte le qualità per essere un'ottima insegnante, al contrario di tanti sapientoni che hanno il coraggio di giudicare e "riformare" la scuola senza sapere neanche di che stanno parlando. Vedi i vari ministri (o ministre, come si dice ora,) della Pubblica Istruzione che ballano il valzer, cambiando come cambia il governo. E le competenze acquisite (se le hanno acquisite) che fine fanno? A parte che i comuni mortali per avere uno straccio di incarico devono avere titoli e competenze, e superare fior di concorsi (si spera non truccati).
Manco a farlo apposta il TG mi informa che in Inghilterra, addirittura, se uno studente è asino bocciano i professori perchè non hanno saputo rendere la lezione abbastanza stimolante.
Cose da pazzi: abbiamo avuto la capacità di esportare questa gloria tutta italiana perfino nella seriosa Inghilterra! Ma gli Inglesi non erano quelli che nelle loro Università non accettavano neanche i nostri fiori all'occhiello, perchè non riuscivano a superare i test d'ingresso?
Mi ricordo di un maturo insegnante ai tempi delle mie prime supplenze. "Niente, Peppino", diceva al collega suo coetaneo, mentre io ascoltavo con gli occhi strabuzzati, "mi metto in pensione! Senza la verga sul tavolo in bella vista, la scuola è finita!"
Vuoi vedere che aveva ragione?
giovedì 8 gennaio 2009
SI TORNA A SCUOLA

Siamo tornati dopo le vacanze e abbiamo dovuto fare i conti con la reltà, con la dura realtà: un ragazzino di prima classe era assente perchè gli è morto il padre e oggi pomeriggio ci sono i funerali. A dare ascolto al mio Preside, dovrei fare finta di nulla, entrare in classe e dire: Ragazzi, prendiamo il libro di Storia. O di Geografia.
Perchè per il mio preside non si deve parlare in classe delle "cretinate di Dio", come le chiama, che secondo lui non esiste, ma di cose più serie, di Storia e Geografia appunto.
Ora io lo vorrei vedere in classe mentre fa lezione come se non fosse successo niente, come se la morte non avesse visitato tutti in classe, benchè indirettamente.
Io invece credo che, in situazioni come questa, il mio compito più importante, quello di cui veramente il mio alunno ha un bisogno vitale, non sia spiegare Storia o Geografia, ma spiegargli il mistero della morte, e della morte del padre.
Ma senza la fede, su questi argomenti, non si sa neanche da che parte cominciare, ed è perciò, appunto, che il mio preside non si sogna di parlarne, perchè, non avendo la fede, non saprebbe da che parte cominciare.
Perchè per il mio preside non si deve parlare in classe delle "cretinate di Dio", come le chiama, che secondo lui non esiste, ma di cose più serie, di Storia e Geografia appunto.
Ora io lo vorrei vedere in classe mentre fa lezione come se non fosse successo niente, come se la morte non avesse visitato tutti in classe, benchè indirettamente.
Io invece credo che, in situazioni come questa, il mio compito più importante, quello di cui veramente il mio alunno ha un bisogno vitale, non sia spiegare Storia o Geografia, ma spiegargli il mistero della morte, e della morte del padre.
Ma senza la fede, su questi argomenti, non si sa neanche da che parte cominciare, ed è perciò, appunto, che il mio preside non si sogna di parlarne, perchè, non avendo la fede, non saprebbe da che parte cominciare.
La fede è un dono di Dio, non ho dubbi, ma chi non ce l'ha dovrebbe ricercarla, non disprezzare chi è più ricco di lui, perchè solo la fede riesce a dare risposte sul senso della vita. Senza la fede, la vita non ha senso.
venerdì 2 gennaio 2009
Natale 2008: E' nato Gesù?
E' nato Gesù? Bello questo titolo, mi piace.
"E l'angelo disse ai pastori: Ecco, vi annuncio una gioia grande: oggi nella città di Betlemme è nato per voi un Salvatore. Gloria a Dio nei cieli e pace in terra agli uomini!"
Lasciamo stare il popolo di Gesù, a cui per primo fu portato l'annuncio: tutti sappiamo la fine che Gli riservò e tutti ascoltiamo al telegiornale che i suoi giorni non conoscono pace. E' il destino di coloro che non accolgono l'annuncio degli angeli. Quanto alla gloria di Dio, gli è riservato lo stesso destino, perchè la gloria di Dio è l'uomo, come quella di un padre è il figlio. Tanto è vero che Dio non gode di una buona reputazione tra gli uomini.
Ma la cosa gravissima è che i cristiani, cattolici, praticanti e osservanti, quelli che non si perdono mai una messa nè un rosario, che conoscono bene la Parola del Signore, sono peggio dei farisei che assassinarono Gesù e che, per giunta, si ritenevano santi.
Ora io ho una madre e quattro sorelle, tutte neocatecumenali, con le quali non ci siamo fatti neanche gli auguri. Stamattina, alle sei, ho voglia di parlare di mia sorella Carmela, quella che nacque quando io avevo quindici mesi e per la quale ebbi la fortuna di essere cresciuta in campagna dai miei nonni, come Heidi. Lei, per esempio, addirittura è catechista da quasi vent'anni.
Della mia infanzia felice con i miei nonni parlerò un'altra volta, anche se il ricordo di quella donna, che un giorno scoprii essere mia madre e che ogni tanto mi veniva a trovare in campagna, mettendomi a disagio perchè degli estranei avevo vergogna, abituata com'ero a stare sola, lo vorrei cancellare, perchè non cessa di farmi sentire un'estranea.
Con questa mia sorella litigavamo sempre, perchè nutriva per me un odio-amore e il motivo è presto detto: lei era la reginetta della casa, mentre io ero la senzafamiglia che abitava in campagna con cani, gatti e tutto il resto, ma quando capitava che io abitassi a casa per qualche giorno, perchè mia nonna non possedeva una casa tutta sua in paese e venivamo ospitati in casa di mia madre, lei mi vedeva come il fumo negli occhi, perchè le rubavo le attenzioni. Mi amava di sicuro, almeno credo, perchè ero sua sorella. Ma non doveva essere facile per lei, che non aveva familiarità con me e certo doveva vedermi come un'intrusa, sopportare che le rubassi il primo posto, che era mio di diritto ma non di fatto. E di fatto glielo rubavo non solo in famiglia ma anche tra la gente. Mia madre cercava di mettersi la coscienza a posto per avermi escluso dalla sua vita con qualche attenzione in più, e questo doveva essere molto fastidioso per una bambina che non poteva capire, ma poi c'erano tutte le amiche e conoscenti di mia nonna, che incontravamo per via o che lei andava a trovare per compensare i lunghi periodi di solitudine in campagna. Io non amavo tanto quel suo girovagare per le vie del paese, tenendo per mano le sue nipotine, come trofei, lei che aveva avuto solo una figlia.
Io, abituata ai silenzi campestri e alle mie di gioco, di cui non mi vergognavo, non volevo mai allontanarmi dai मी i luoghi, dove mi sentivo perfettamente a mio agio, e non amavo quell'andare peregrinando al suo seguito. Tutte le comari le facevano festa intorno e ammiravano le sue nipotine, riempiendola di orgoglio materno: belle, belle, come sono belle queste bambine, e questa è la grande? quella che sta con voi? però è più bella! Lei, poverina, cercava di rimediare, perchè l'amore istruiva la sua ignoranza, senza contare che mia sorella portava il suo nome: perchè? anche Carmiluzza è tanto bella!
Gente ignorante, quanto male mi ha fatto la sua ignoranza!
A scuola non andò meglio. Io sono nata nel mese di maggio, il mese più bello dell'anno, quello della Madonna e delle rose. Ma a scuola sarei dovuta andare con ritardo, perciò ci andai in anticipo. Non fui contenta di essere strappata ai miei luoghi, ai miei affetti, ai miei animali e alla mia amichetta, benchè immaginaria. A casa dei miei genitori mi sentivo tra estranei, non a casa mia. Studiare, non ricordo se mi piacesse, così piccola com'ero, ma temevo di essere rimproverata dai miei genitori e m'impegnavo meglio che potevo. La difficoltà più grossa la incontrai con il numero tre: per quanto mi sforzassi e ce la mettessi tutta, non riuscivo a farlo stare in piedi, tranne quando succedeva un miracolo. Almeno, io ero convinta che fosse Gesù Bambino ad aiutarmi, vinto dalle mie preghiere, perchè mia madre era un severo controllore, ed era convinta che a suon di schiaffi il numero tre si sarebbe raddrizzato.
Benedetta mia nonna, pace all'anima sua, perchè non solo mi amò a dismisura, ma mi trasmise anche la fede, che mi consolava di tante ingiustizie subite .
Poi, grazie a Dio e per mia fortuna, quello scoglio fu superato e il tragitto scolastico procedette piano e agevole, allietato dai frequenti: brava! hai visto come sei brava?!
Non vi dico mia madre, ma soprattutto mio padre, che non aveva potuto studiare, costretto a lavorare fin dalla più tenera età e senza scarpe ai piedi, come diceva lui.
Quanto amava i libri mio padre! Sempre lo vedevi con un libro in mano!
Quella figlia, la primogenita, che la maestra lodava per la sua intellingenza e la sua volontà di imparare, riempiva i miei genitori di giusto orgoglio e soddisfazione. Erano fieri di me ed io ne ero consolata.
Ma poi giunse il tempo anche per Carmela di andare a scuola, all'età giusta, perchè lei era nata ad agosto. Non era una bambina svogliata nè tanto meno poco dotata, e non avrebbe avuto problemi senza una sorella come me nella stessa scuola. La nostra sfortuna è stata che a scuola eravamo sempre vicine di classe, io due più avanti di lei invece che una. Gli insegnanti per forza di cose parlavano di noi tra di loro, e i loro commenti non si accontentavano di riferirli ai nostri genitori quando andavano ad informarsi sul nostro andamento scolastico, ma non toglievano occasione di ammonire la mia povera sorella: tu non sei brava come lei! Per forza mi doveva vedere come il fumo negli occhi. Questa gente ignorante non dovrebbe insegnare, perchè è in grado di distruggere la vita delle persone senza neanche rendersene conto!
Devo interrompere perchè devo andare a camminare con la mia amica Maria. Chissà il tempo com'è?
"E l'angelo disse ai pastori: Ecco, vi annuncio una gioia grande: oggi nella città di Betlemme è nato per voi un Salvatore. Gloria a Dio nei cieli e pace in terra agli uomini!"
Lasciamo stare il popolo di Gesù, a cui per primo fu portato l'annuncio: tutti sappiamo la fine che Gli riservò e tutti ascoltiamo al telegiornale che i suoi giorni non conoscono pace. E' il destino di coloro che non accolgono l'annuncio degli angeli. Quanto alla gloria di Dio, gli è riservato lo stesso destino, perchè la gloria di Dio è l'uomo, come quella di un padre è il figlio. Tanto è vero che Dio non gode di una buona reputazione tra gli uomini.
Ma la cosa gravissima è che i cristiani, cattolici, praticanti e osservanti, quelli che non si perdono mai una messa nè un rosario, che conoscono bene la Parola del Signore, sono peggio dei farisei che assassinarono Gesù e che, per giunta, si ritenevano santi.
Ora io ho una madre e quattro sorelle, tutte neocatecumenali, con le quali non ci siamo fatti neanche gli auguri. Stamattina, alle sei, ho voglia di parlare di mia sorella Carmela, quella che nacque quando io avevo quindici mesi e per la quale ebbi la fortuna di essere cresciuta in campagna dai miei nonni, come Heidi. Lei, per esempio, addirittura è catechista da quasi vent'anni.
Della mia infanzia felice con i miei nonni parlerò un'altra volta, anche se il ricordo di quella donna, che un giorno scoprii essere mia madre e che ogni tanto mi veniva a trovare in campagna, mettendomi a disagio perchè degli estranei avevo vergogna, abituata com'ero a stare sola, lo vorrei cancellare, perchè non cessa di farmi sentire un'estranea.
Con questa mia sorella litigavamo sempre, perchè nutriva per me un odio-amore e il motivo è presto detto: lei era la reginetta della casa, mentre io ero la senzafamiglia che abitava in campagna con cani, gatti e tutto il resto, ma quando capitava che io abitassi a casa per qualche giorno, perchè mia nonna non possedeva una casa tutta sua in paese e venivamo ospitati in casa di mia madre, lei mi vedeva come il fumo negli occhi, perchè le rubavo le attenzioni. Mi amava di sicuro, almeno credo, perchè ero sua sorella. Ma non doveva essere facile per lei, che non aveva familiarità con me e certo doveva vedermi come un'intrusa, sopportare che le rubassi il primo posto, che era mio di diritto ma non di fatto. E di fatto glielo rubavo non solo in famiglia ma anche tra la gente. Mia madre cercava di mettersi la coscienza a posto per avermi escluso dalla sua vita con qualche attenzione in più, e questo doveva essere molto fastidioso per una bambina che non poteva capire, ma poi c'erano tutte le amiche e conoscenti di mia nonna, che incontravamo per via o che lei andava a trovare per compensare i lunghi periodi di solitudine in campagna. Io non amavo tanto quel suo girovagare per le vie del paese, tenendo per mano le sue nipotine, come trofei, lei che aveva avuto solo una figlia.
Io, abituata ai silenzi campestri e alle mie di gioco, di cui non mi vergognavo, non volevo mai allontanarmi dai मी i luoghi, dove mi sentivo perfettamente a mio agio, e non amavo quell'andare peregrinando al suo seguito. Tutte le comari le facevano festa intorno e ammiravano le sue nipotine, riempiendola di orgoglio materno: belle, belle, come sono belle queste bambine, e questa è la grande? quella che sta con voi? però è più bella! Lei, poverina, cercava di rimediare, perchè l'amore istruiva la sua ignoranza, senza contare che mia sorella portava il suo nome: perchè? anche Carmiluzza è tanto bella!
Gente ignorante, quanto male mi ha fatto la sua ignoranza!
A scuola non andò meglio. Io sono nata nel mese di maggio, il mese più bello dell'anno, quello della Madonna e delle rose. Ma a scuola sarei dovuta andare con ritardo, perciò ci andai in anticipo. Non fui contenta di essere strappata ai miei luoghi, ai miei affetti, ai miei animali e alla mia amichetta, benchè immaginaria. A casa dei miei genitori mi sentivo tra estranei, non a casa mia. Studiare, non ricordo se mi piacesse, così piccola com'ero, ma temevo di essere rimproverata dai miei genitori e m'impegnavo meglio che potevo. La difficoltà più grossa la incontrai con il numero tre: per quanto mi sforzassi e ce la mettessi tutta, non riuscivo a farlo stare in piedi, tranne quando succedeva un miracolo. Almeno, io ero convinta che fosse Gesù Bambino ad aiutarmi, vinto dalle mie preghiere, perchè mia madre era un severo controllore, ed era convinta che a suon di schiaffi il numero tre si sarebbe raddrizzato.
Benedetta mia nonna, pace all'anima sua, perchè non solo mi amò a dismisura, ma mi trasmise anche la fede, che mi consolava di tante ingiustizie subite .
Poi, grazie a Dio e per mia fortuna, quello scoglio fu superato e il tragitto scolastico procedette piano e agevole, allietato dai frequenti: brava! hai visto come sei brava?!
Non vi dico mia madre, ma soprattutto mio padre, che non aveva potuto studiare, costretto a lavorare fin dalla più tenera età e senza scarpe ai piedi, come diceva lui.
Quanto amava i libri mio padre! Sempre lo vedevi con un libro in mano!
Quella figlia, la primogenita, che la maestra lodava per la sua intellingenza e la sua volontà di imparare, riempiva i miei genitori di giusto orgoglio e soddisfazione. Erano fieri di me ed io ne ero consolata.
Ma poi giunse il tempo anche per Carmela di andare a scuola, all'età giusta, perchè lei era nata ad agosto. Non era una bambina svogliata nè tanto meno poco dotata, e non avrebbe avuto problemi senza una sorella come me nella stessa scuola. La nostra sfortuna è stata che a scuola eravamo sempre vicine di classe, io due più avanti di lei invece che una. Gli insegnanti per forza di cose parlavano di noi tra di loro, e i loro commenti non si accontentavano di riferirli ai nostri genitori quando andavano ad informarsi sul nostro andamento scolastico, ma non toglievano occasione di ammonire la mia povera sorella: tu non sei brava come lei! Per forza mi doveva vedere come il fumo negli occhi. Questa gente ignorante non dovrebbe insegnare, perchè è in grado di distruggere la vita delle persone senza neanche rendersene conto!
Devo interrompere perchè devo andare a camminare con la mia amica Maria. Chissà il tempo com'è?
Loro sì che si capiscono!
Il senso del Natale,
Natale 2008
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