martedì 17 luglio 2012

BERLUSCONI 2 LA VENDETTA.

Ieri sera per caso sono capitata sulla pagina facebook della Gelmini, dove invitava a scrivere un commento su un suo post a proposito di spread e Berlusconi. C'era scritto che parole offensive e oscene sarebbero state cancellate in automatico. Io non ho inserito nè le une nè le altre, ma certo parole di dissenso. Ci credereste? sono state cancellate immediatamente. Certo saranno state inserite parole chiave che facevano scattare la cancellazione.  La Gelmini, come tutto il suo gruppo, evidentemente non permette il dissenso. Mi ricorda tanto Mussolini e il fascismo. Tutte le dittature, infatti, si fondano sulla distruzione del dissenso. Anche ai nostri giorni il dittatore Putin difende il suo omologo Assan dicendo che non combatte i dissidenti ma i terroristi. E non permette all'ONU di intervenire favorendo, di fatto, il massacro del popolo siriano.
Così si scrive la storia: con le menzogne dei violenti senza scrupoli e il sangue del popolo che chiede dignità.
Ma torniamo alla Gelmini e a Berlusconi.
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Adamo, Adamo, dove sei? Mi sono nascosto perchè sono nudo...

La Gelmini.
Come ministro della Pubblica istruzione aveva aperto una pagina on-line dove diceva che avrebbe risposto personalmente a tutti quelli che le avrebbero scritto. Nonostante la mia bella età, credo ancora nell'uomo (maschio e femmina) e specialmente se è donna. Così, in qualità di operaia sul campo, le scrissi non solo sulle tristi coseguenze che alcune leggi varate dal suo governo in tema di scuola avevano provocato, spiegando che erano non solo  altamente lesive dell'etica tutta educativa della scuola, ma anche dannose dal punto di vista pragmatico, perchè il rapporto educativo non si basava più sulla promozione umana e culturale dell'alunno ma sul profitto dell'insegnante, incentivato con metodi che di fatto favorivano il lecchinaggio verso il dirigente scolastico, non più preside, per l'appunto, e l'uso di tutta una serie di strategie di bassa lega per accedere ai fondi sotto forma di progetti e quant'altro, che chi opera nella scuola conosce bene. Le avevo spiegato come il dirigente ragionava ormai in termini di utenza, profitto, budget, ecc. ecc. e non in termini strategie didattiche, motivazione, interesse, ecc., ecc,.
Spiegavo che trattare la scuola come un'azienda era quanto di più sbagliato potesse esserci e che le conseguenze non avrebbero tardato a mostrarsi.
Ieri sera nel commento al suo post le ricordavo che, grazie alle sua politiche sulla scuola, oggi i nostri migliori allievi sono rifiutati dalle Università straniere perchè troppo ignoranti, e di fatto i giornali riportano a mo' di barzellette alcune risposte ai test d'ingresso nelle nostre Università.
Berlusconi.
Breve breve. Lasciamo perdere la sua politica. DAL PUNTO DI VISTA UMANO.
Stamattina ho sentito al telegiornale che la Merkel, per vie istituzionali, si è premurata di smentire la dichiarazione di Berlusconi ad un giornale tedesco secondo cui sono in ottimi rapporti, dicendo che non si sentono da quando lui era premier.
Che figure di merda che ci fa fare! Porca miseria!
Hanno ritrasmesso la telefonata che fece in diretta a Gad Lerner per difendere la Minetti, dicendo che a momenti le davano il premio Nobel, e poi è venuto fuori tutto il lerciume che è venuto.
Di Berlusconi non mi va soprattutto che rappresenti nel mondo il popolo italiano.
L'anno scorso sono stata a Malta. I maltesi mi hanno fatta vergognare di essere italiana , grazie a Berlusconi, e questo non glielo consento. Se volevo difendermi dicendo che il popolo italiano non è Berlusconi mi zittivano dicendo che il popolo italiano lo votava. E di fatto oggi i sondaggi dicono che se Berlusconi si ricandida il PDL ha una risalita notevole nelle preferenze.
Di fatto "Pecunia non olet" cioè il denaro non puzza, e questa è la triste verità. Gli italiani vorrebbero essere al posto di Berlusconi, col suo denaro, pulito o sporco non importa, con i suoi lussi e con le sue puttane. Che se poi potrebbero essere le sue nipotine, chi se ne importa: TANTO MEGLIO!
IL FIGLIO DELL'UOMO, QUANDO TORNERA' SULLA TERRA, TROVERA' ANCORA LA FEDE?
Se se lo chiede Gesù, figuratevi io.
MAH!... MAH!...MAH!
L'uomo senza la fede perde anche la dignità di uomo, questo è.

sabato 14 luglio 2012

VI RICORDATE IL SALVADENAIO?


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si comincia così...

Ma ne esistono ancora? Io non ne ho più visti in giro da quando il mio primogenito era piccolo, gliene regalammo uno a forma di porcellino rosa che avevamo comprato durante un viaggio: lui, piccolino, non dimenticava mai di metterci le sue monetine e di contarle quando era pieno, poi se le faceva cambiare in carta moneta che infilava dentro e ricominciava d'accapo. Già col mio secondogenito ho avuto problemi di  approvvigionamento e non ha mai avuto il suo salvadenaio. Ci credereste? Su questo punto sono come il giorno e la notte. Si vede che l'esercizio fa.
Quand'ero piccola io, alle elementari e oltre, mi ricordo che si festeggiava la giornata del risparmio che ricadeva il 31 Ottobre. Ancora mi ricordo, pensa un po! Ci consegnavano dei salvadenai in legno a forma di casettina. Da allora, sempre ho avuto la mania del risparmio e avevo sempre un gruzzoletto per le mie spesucce. Ricordo che spesso mettevo nel mio salvadenaio le 10 lire che mia madre mi dava per comprare il gelato, quando passava l'uomo col carrettino, negli assolati pomeriggi d'estate.
Dice che il popolo italiano poteva superare la crisi perchè aveva un solido risparmio privato. Ma che fine ha fatto questo risparmio privato dal momento che di superare la crisi per ora neanche a parlarne?
Solo un anno fa Berlusconi diceva che la crisi era una bufala e  che il popolo italiano era messo bene dal momento che i ristoranti erano sempre pieni e che per comprare un biglietto d'aereo bisognava fare la fila.
Il problema è che aveva ragione. E' vero, i ristoranti sono sempre pieni, dal lunedi alla domenica. Lo stesso per i biglietti d'aereo. Solo che ho saputo che gli italiani non ne vogliono sapere più di fare sacrifici e s'indebitano per andare al ristorante e in vacanza. Lo sapevate che la gente paga la propria vacanza durante tutto l'anno, a rate?
I miei genitori non sono andati mai a fare i turisti, neanche a Siracusa, e al ristorante manco a parlarne.
Ma mio padre era un operaio e con 6 figli sulle spalle neanche il caffè al bar si prendeva.
...e si finisce così!
Io ho scoperto solo recentemente che la gente la colazione la fa al bar, ma mica solo le persone agiate, anche quelle che non si sopportano con tutte le loro lamentele che non hanno come sbarcare il lunario e non hanno neanche i soldi per mangiare. Io gli vorrei raccontare che la Regina Maria Antonietta durante la Rivoluzione Francese, infastidita dalla plebaglia che rumoreggiava sotto le sue finestre, chiede ai dignitari di corte: "Ma cosa vogliono?" "Hanno fame e non hanno pane." "Ditegli di mangiare briosh!"
Giusta la ricorrenza della presa della Bastiglia: la fine le era addosso e lei viveva tra le nuvole! O meglio, in un mondo tutto suo in cui la realtà della vita non aveva cittadinanza.
Oggi viviamo un dramma d'identità: Tutti si credono re e regine, o per lo meno si sentono frustrati di non esserlo, e vivono con questa schizofrenia.
Altro che salvadenaio.
Mio padre diceva: Paga di soldato e vizi di generale!

giovedì 12 luglio 2012

'A CIAZZA ZTL: NON CI POSSO CREDERE!!

DA COSI' ....
...A COSI'!!
E subito montano le polemiche. E ti pareva! Avolesi carissimi, miei concittadini, vogliamo smetterla di guardaci intorno coi paraocchi come gli scecchi? Pensiamo al futuro e a come possiamo migliorarlo per uscire da questa crisi di merda! Punto primo: Perchè siamo in crisi, in recessione, ecc., ecc.? perchè in questi anni abbiamo vissuto, TUTTI, a " cu arrobba 'n porcu è sou". Cristianamente si chiama egoismo, fa schifo e abbiamo visto dove ci ha portato.
 ORA BASTA!
Su, voltiamo pagina. Lavoriamo insieme per rendere bella e ricca la nostra città! 
Insieme significa dal più piccolo al più grande, dal gesto più insignificante come gettare a terra una carta a quello più nobile ed eclatante come gestire la cosa pubblica.
Gareggiamo nell'abbellire la piazza e le strade adiacenti, TUTTI! Negozianti, semplici cittadini, politici: E' UN INVESTIMENTO!
Pensiamola così: Cosa mi spingerebbe ad andare in Piazza che non sia una traversata da incubo, sotto il sole bruciante e sotto lo sguardo degli sfaccendati che finalmente hanno qualcosa da guardare?
Quando ho visitato la città di Orvieto sono rimasta ammirata per come avevano saputo trasformare stradine insignificanti in angolini suggestivi. Mi sforzavo di immaginare quelle strade senza i vasi di rampicanti che ombreggiavano sedili ammiccanti, dove ogni negozio aveva gareggiato per farne un angolino unico. Pensiamole cosi le vie a ZTL, e vedremo se anche gli avolesi non andremo in centro anche solo a guardare, altro che "Villaggio triste", come lo hanno definito alcuni turisti!
I nostri Quartini sono qualcosa di unico. Io ci metterei, ad esempio, una di quelle giostre per bambini, enormi e favolose, tipo Disneyland, circondata da tutta una serie di carrettini zuccherosi dove poter comprare tutto ciò che attira mamme e bambini! In un altro ci metterei salottini in vimini e cuscinoni e tavolini dove potermi incontrare con gli amici anche solo a chiacchierare con un bicchiere in mano o una macedonia di frutta o che so io...  In un altro ci metterei... UN MOMENTO: E VOI? Posso pensate tutto io?
Ma la cosa essenziale è il VERDE! La nostra piazza è un deserto, da questo punto di vista, e attraversarla d'estate un incubo! Io ci metterei, sapete quei vasi enormi con piante anch'esse enormi e quel prato che si mette a rotoli come quello dei campi di calcio...
Ho visto in TV piante pensili, rampicanti, ecc, ecc, piantati su stuoie in feltro che sembravano una meraviglia e che abbellivano addirittura muri e facciate anonime e squallide, pensa un po'...
Dice: e i soldi?
Cari commercianti, io sto parlando di investimenti per il futuro, dobbiamo smettere di pensare che è mio solo ciò che mi porto a casa! Conoscete il detto : CENTO BRACCIA DIO LE BENEDISSE?
E cercherei oboli da tutti !

AVOLESI!! ALL'OPERA!

martedì 3 luglio 2012

E le Avolesi stanno a guardare...


La Nike di Samotracia,  la Vittoria alata.
.  CHE BELLA...!
Notate la posizione della gamba destra. Vedete com'è ben piantata e pronta a supportare il peso del corpo? Guardate la gamba sinistra. Nevvero che sta dando la spinta per spostare il corpo in avanti?
Le ali aperte... bilanciano lo spostamento del corpo e aggiungono energia.
Quella è una sacca. Chissà cosa c'è...
 Il maschile di vittoria qual è?
OK.
Sono tornata da Torino.
Sorvolo sull'esperienza ( positiva! Sono andata da mio figlio con tutta la famiglia al seguito: e chè, sgerziamo?) e vi racconto uno scambio di vedute con una signora incontrata a Palazzo Madama. Stava seduta sullo scranno  del Senato, ricostruito, ch'era stato di Vittorio Alfieri. Mi diceva del grande onore che sentiva, le rispondevo che si acconteva di poco, come tutte noi donne. Ne nacque una piacevole discussione sul ruolo delle donne nella società odierna, disposte ad occupare, per finta, il posto di altri.
 L'esperienza del precedente governo è stata allucinante. Ora, da questo punto di vista, va un po' meglio. Ma è la cancelliera tedesca che tira le fila dell'Europa. Una donna. Tedesca. Noi italiane, invece...
Abbiamo qualche eccezione, ma non se ne parla neanche di donne con poteri del genere. Non abbiamo la mentalità, proprio. Noi italiane agli uomini facciamo le balie, fino alla morte. E' la nostra vocazione. Prima al padre, poi al marito, quindi ai figli...
Lavoriamo fuori casa, poi in casa. Per noi è normale. Ma PERCHE'? Siamo anormali!!
Siamo poco disposte a scontentare i signori uomini, facilmente facciamo passi indietro e di lato.
Sappiamo bene quanto valiamo, lo dimostriamo ad ogni piè sospinto, eppure...
Se solo ci decidessimo a tirare fuori davvero il meglio delle nostre capacità, se ci decidessimo a sostenere quelle di noi che sono disposte a scommettersi per la collettività, mettendo da parte il sentimento tutto femminile dell'invidia (un maschio sì, una femmina no, perchè non è migliore di me!) cambieremmo il mondo, ne sono sicura!
E sarebbe un mondo migliore.