Stamattina ho trovato nella mia posta la mail di una mia amica che mi inviava due allegati sulla preghiera davvero carini: col linguaggio adatto ai bambini, dicevano cose vere e importanti, uno raccontava di un miracolo ottenuto con la preghiera nella vita personale e l'altro di un importante beneficio per tutta l'umanità.
Ma io mi sono fatta una mia idea personale sulla preghiera.
Finalmente ho capito cosa vuol dire la Madonna quando nei suoi messaggi dice "Pregate col cuore" e quando Gesù nel Vangelo dice "Non sprecate parole come fanno i Farisei, il Padre vostro sa di che avete bisogno."
Io penso, anzi sono sicura, che nella preghiera ci incontriamo con Dio senza intermediari. Se lo amiamo, è un incontro tra innamorati senza testimoni. Penso agli incontri con mio marito quando eravamo fidanzati. Allora non era come adesso che si pensa subito al sesso, quello era un punto di arrivo, non di partenza, anche se l'attrazione sessuale dava un senso ai nostri incontri.
Mi ricordo che la prima e più forte sensazione era godere della reciproca vicinanza, quasi non c'era bisogno di parole, ero felice solo di stargli accanto e, se ci prendevamo per mano, mi sembrava di toccare il cielo con un dito.
Non mi passava per la testa di esporgli i miei bisogni e le mie necessità, nè pretendevo che me li risolvesse e, se glieli raccontavo, era solo per farmi consolare, per sentirmi dire che nel mio dolore lui c'era, che condivideva con me la mia pena. E se mi abbracciava dimenticavo tutto e, quasi quasi, ringraziavo quell'opportunità che avevo avuto di ricevere un abbraccio supplementare e più sentito, che non mirava a prendere piacere dai miei abbracci ma a trasmettermi, col contatto fisico, la sua compartecipazione.
Esattamente questo credo sia il senso della preghiera, con in più la prova provata che Dio ha voluto prendere un corpo come il mio per condividere pienamente la mia pena e il mio dolore.
Quando ripenso al grido degli Ebrei dai campi di sterminio "DIO, DOVE SEI?", e alla sua risposta "SONO QUA!", rifletto con pena che non possono capire la logica di Dio, perchè hanno rifiutato la chiave di lettura. Avevano Gesù Cristo, la loro stele di Rosetta, e l'hanno spezzata miseramente.
Ora, io non sono del parere che i nostri problemi ce li dobbiamo risolvere da soli, perchè Dio ha altro da fare, ma che Lui li risolva in maniera così diversa da come pensiamo noi che non lo potremo mai capire, perchè Lui stesso ce lo spiega "Tanto distano i miei pensieri dai vostri pensieri, le mie vie dalle vostre vie, quanto dista il cielo dalla terra".
Cioè, infinitamente.
E' qua che interviene la fede. Che è un dono, dello Spirito, e questo sì che si DEVE chiedere, perchè è l'unico che ci è stato garantito da Gesù: "Chiedete e vi sarà dato!"
Lo Spirito apre gli occhi, e quello che prima non si vedeva si vede.

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