giovedì 25 marzo 2010

TESTIMONE

In lingua italiana "testimone" vuol dire uno che ha visto e lo racconta agli altri, in greco si dice "martire" e vuol dire uno che è disposto ANCHE, ma non soprattutto, a farsi uccidere per dimostrare che quello che dice è vero.
Il primo testimone è Gesù , detto il Cristo, cioè l'Unto di Dio, il Messia, cioè l'Inviato.
Viene ucciso perchè? Perchè denuncia come uno che ha autorità. Perchè chi grida (Gesù gridava sopraffatto dallo sdegno) "GUAI A VOI, SCRIBI E FARISEI IPOCRITI, CHE SIETE COME QUEI SEPOLCRI IMBIANCATI FUORI, MA DENTRO PIENI DI OGNI PUTREDINE!", non è un misero che non conta nulla, ma uno che dice di essere il Figlio di Dio e ne dà le prove.
Gesù dà le prove di essere l'Atteso, il Messia. Gli Ebrei aspettavano Uno che risolvesse tutti i loro problemi e invece Questo è un rompiscatole, uno che non si fa gli affari suoi, uno che non si limita a fare tanti bei miracoli in santa pace ma che s'impiccia di tutte le porcherie che gli uomini fanno di nascosto.
Quando lo processano, tutti sarebbero felici di rimandarlo in pace, ma lui no, è un caparbio e un testardo, e verrebbe proprio da dire che se l'è cercato. Ma che ci voleva? Quelli gli dicono tutti preoccupati "Per l'amore di Dio, dicci la verità: Tu sei davveroil Figlio dell'Altissimo?"
Perchè sono preoccupati? Perchè vogliono saperlo sul serio? No. Perchè in questo caso le denunce di Gesù avrebbero avuto la stessa autorità di Dio, il popolo non avrebbe più accettato i loro soprusi e avrebbero perduto il loro potere.
E' una questione di potere, perciò disperati si strappano le vesti. Sanno benissimo quello che fanno, devono fare la scelta: o Dio o Mammona.
E Gesù che altro pùò fare? Gli bastava dire "Non lo sono" e si salvava la pelle. Era una bugia a fin di bene. La verità rimaneva, perchè quella è.
La santa di cui porto il nome, mi disse un prete, è Felicita. Per caso una volta lessi la sua storia su un opuscolo dimenticato da qualcuno sul pulman (ero in pellegrinaggio a Lourdes, c'entra qualcosa?).
Era la figlia di un senatore romano, sposata felicemente e con un bambino di pochi mesi, quando fu scoperta cristiana. Quelli che dovettero condannarla a morte con gli altri cristiani della retata l'avevano vista crescere. Lei li chiamava "zio". Uno di loro tra le lacrime la supplicava "Lo sappiamo tutti che sei cristiana e non c'importa. Ma ora non ti possiamo salvare, tutto dipende da te: rimani pure cristiana, ma dici che non lo sei! Non darci questo dolore!" Era figlia unica e suo padre era distrutto, ma lei era dura come la roccia. Allora il padre disperato le dice "Luce dei miei occhi, se non t'importa di me, pensa al tuo giovane marito e al tuo piccolino, come faranno senza di te?" E lei caparbia "Non posso tradire il mio Signore" "Dunque lo ami più di noi?" "Si!" "Dillo solo con la bocca e con il cuore restagli fedele...!" "Non è possibile..." e lo diceva tra le lacrime perchè li amava tutti con tutto il cuore.
Che bella santa la mia santa! L'ammiro tanto e voglio essere come lei. A questo infatti servono i santi, a suscitare il desiderio di essere come loro. A che serve dire, se poi i gesti concreti della vita non corrispondono alle parole?

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